Arrampicarsi con la musica nelle orecchie è pericoloso?

Scopriamo quali sono i rischi di chi sceglie di arrampicarsi con la musica nelle orecchie.

Arrampicarsi con la giusta musica nelle orecchie

Tanti appassionati della disciplina dell’arrampicata scelgono di intraprendere tale pratica con la musica nelle orecchie. Quest’ultima viene garantita grazie all’aiuto di cuffie o auricolari in grado di funzionare in qualsiasi condizione. Stiamo parlando di vari tipi di diffusore acustico che consentono allo sportivo di potersi rilassare anche in condizioni non proprio semplici. Eppure, bisogna prestare la massima attenzione ai rischi che possono presentarsi quando si decide di arrampicarsi su una qualsiasi montagna. È necessario avere sempre gli occhi aperti fronteggiando gli imprevisti con il massimo della maestria e della padronanza.

I pro e i contro di arrampicarsi con la musica nelle orecchie

Di certo, chi sceglie di arrampicarsi ascoltando i propri brani preferiti con l’ausilio delle cuffie può essere un vero toccasana. I giusti pezzi musicali sono in grado di conferire quella dose di relax e tranquillità che può servire in determinate circostanze. Le canzoni devono avere un effetto calmante e preferibilmente ascoltate ad un volume non troppo esagerato. Ed è proprio con questo elemento che hanno a che fare le maggiori controindicazioni. Un diffusore acustico posto ad elevato volume può prima di tutto essere molto dannoso per l’udito. Col passare del tempo, potrebbero verificarsi disturbi molto dannosi per le orecchie e non solo. Inoltre, se si eccede, si va incontro ad un pericolo molto elevato durante l’arrampicata, in quanto lo sportivo può distrarsi e il rischio di incidenti appare in netto aumento.

La scelta del giusto diffusore acustico per l’arrampicata

È sicuramente preferibile intraprendere un’arrampicata con la musica nelle orecchie servendosi del diffusore acustico adatto alla circostanza. La piattaforma di e-commerce Sonus Faber nasce proprio con l’intento di garantire alla sua vasta clientela il prodotto perfetto per qualsiasi evenienza. Ogni utente può selezionare cuffie ed auricolari in base alle proprie necessità tra una gamma di prodotti molto ampia e variegata. C’è soltanto l’imbarazzo della scelta!

Arrampicata sportiva, da dove si inizia

L’arrampicata sportiva è un’attività che impegna non soltanto tutti i muscoli del corpo, ma anche la testa. Molti pensano che arrampicarsi sia un sport meramente fisico, invece entrano in gioco diversi elementi tra cui concentrazione, tecnica, scaltrezza, creatività. Perché creatività? Perché ci si deve saper destreggiare anche grazie all’uso della fantasia, perché determinate situazioni richiedono  non solo concentrazione e bravura tecnica, oltre che le capacità fisiche, ma anche di trovare rapidamente una soluzione in caso di necessità.

Si inizia dalla palestra

Il modo migliore per avvicinarsi a questo sport che può esser anche molto duro, come in outdoor, è certamente la palestra, soprattutto per i più piccoli. Ci sono vari tipi di palestre, quelle grandi, che generalmente si trovano nelle grandi città, e quelle di dimensioni più piccole che si possono trovare nelle piccole cittadine. Il trend di questi ultimi anni da questa attività in forte crescita, lo dimostrano anche le iscrizioni in palestra.

arrampicata-sportiva-02Quali sono i requisiti richiesti? Sicuramente prima di tutto bisogna avere autostima di se stessi e una forte determinazione perché quando ci si trova su una parete se non si crede nelle proprie capacità non si possono superare eventuali difficoltà. Non importa se non si è allenati, un buon corso insegnerà ad allenarsi in modo ottimale per affrontare l’arrampicata. Una buona resistenza è necessaria, ma può essere allenata anche quella.

Equipaggiamento

Per cominciare sarà sufficiente solo l’abbigliamento, quindi le scarpe da arrampicata e degli indumenti tecnici specifici, ma per i bambini va bene per le prime volte anche una normalissima tuta da ginnastica. Chiaramente quando ci si arrampica in palestra, su parete artificiale, tutta l’attrezzatura verrà fornita dalla palestra stessa, mentre se si andrà su parete outdoor ci si dovrà munire dell’attrezzatura necessaria. Occorre quindi gesso, imbragature, corde, moschettoni, casco scarpe specifiche che siano atte a determinate performance.

Non sarà una spesa eccessiva, sebbene si consiglia sempre di non lesinare soprattutto per quanto riguarda imbragature e moschettoni, che devono essere di ottima fattura, ma anche le scarpe dovrebbero essere di quelle tecniche appunto focalizzate più sulle performance piuttosto che sulla comodità.

Generalmente dopo qualche mese di allenamenti si riesce a ottenere dei buoni risultati se si è sufficientemente motivati, chiaramente, non bastano per potersi arrampicare e cimentare in pareti di un certo livello. Ogni cosa si raggiunge e si ottiene con sacrifici e tanto allenamento. Per questo è bene iniziare da bambini se si ha intenzione d continuare. Diversamente l’arrampicata resta uno sport divertente e utile per mantenersi in forma e concentrati, anche se fatto solamente a livello amatoriale.

Corso di arrampicata: ecco come ho trovato quello piu adatto a me

Avere un’attività, qualsiasi essa sia, significa che devi lottare quotidianamente con la concorrenza, che devi promuoverla e, soprattutto che devi avere nuovi clienti. Se non hai clienti chiudi bottega, questo è un dato di fatto. Ma come fare ad avere nuovi clienti? Un conto è se si ha un e-commerce, dove si vendono prodotti magari anche di varie categorie, un conto è quando l’attività da promuovere è, se non di nicchia, comunque particolare, per cui occorre un’attività di promozione mirata. La lead generation è la soluzione perfetta anche per la tua attività.

Corso di arrampicata, trova subito il tuo target

Ci sono attività che oggettivamente devono essere spinte in modo differente da altre, perché il rischio è quello di perdere denaro e non arrivare al risultato. Un corso di arrampicata sportiva, per esempio, va promosso secondo il canale giusto in modo da trovare nuovi clienti che, in questo caso, corrispondono a nuovi iscritti. Il primo ragionamento che si deve fare è che ci sono vari livelli di difficoltà, per cui un corso base ha sempre bisogno di nuovi iscritti, mentre un corso avanzato può contare sui vecchi iscritti che hanno già frequentato un corso base, bisogna quindi differenziare le attività di lead in considerando questa discriminante.

Se portare i vecchi “clienti” a frequentare un corso avanzato, può risultare più semplice, conquistare nuovi adepti può sembrare più complesso. In realtà non è così, bisogna solo differenziare le attività di lead generation per conquistare subito il target giusto, con minore spesa possibile e col maggior profitto possibile, quindi seguendo la regola del minima spesa massima resa. Ma come farlo? Un’attività di lead generation che in questo caso funziona bene è il referral marketing abbinato a delle attività di social marketing.

Passaparola e contenuti virali

Il passaparola, o referral marketing è molto utile quando si tratta di pubblicizzare attività come quelle di arrampicata o di altri sport ce non sono per dilettanti e dove il fai da te non esiste. Per promuovere bene il tuo corso devi scegliere bene il tuo target. Quindi per andare a colpo sicuro puoi utilizzare il passaparola, facendo così parlare bene della tua attività i tuoi clienti, quindi chi già frequenta i tuoi corsi. I feedback positivi sono importantissimi.

A questo devi abbinare un’attività di social marketing, quindi avere una pagina del tuo corso dove inserisci regolarmente contenuti di qualità che diventeranno virali. Possono essere contenuti testuali, immagini, o anche video attinenti a ciò che stai promuovendo. Puoi avviare anche un contest, dove regali qualcosa, magari una guida per principiante, in cambio dei contatti. Inizierai a generare una lista che sarà il punto di partenza per avere nuovi clienti.

Per promuovere il tuo corso di arrampicata ti basta davvero poco, devi solo trovare il target mirato per non disperdere il tuo budget, clicca  qui e scopri come fare lead generation e avere sempre nuovi iscritti al tuo corso.lead-generation-02

Cronaca di un derby: Giornate di prova e ripasso sulle cascate svizzere

Il giorno fatidico è giunto. Sabato si disputerà sul campo verticale ghiacciato in Val D’Avers (Svizzera) lo storico derby AGAI-Milano Vs SEM-Milano. Le convocazioni sono per le 6.45 in V.le Certosa. Il nostro CT, Nicolai Berzikov, assolutamente non preoccupato dalla sfida, alle 6.06 è ancora beatamente dormiente nel suo giaciglio, ma con proverbiale puntualità sovietica, ops svizzera, alle 6.45 nel posteggio di una nota multinazionale olandese del petrolio, sfodera i suoi elenchi e schemi ricordanti la Stele di Rosetta, per la sua difficoltà di decifrazione, e in pochi minuti gli equipaggi auto si formano e si parte. A prendere posizione in campo, qualche minuto prima, era partito il CT in seconda Ceccov (chiamato così per il suo pizzetto vagamente tardo ottocentesco di moda nella Mosca zarista) con alcuni compagni di squadra. Essendo già in tenuta da gara non ci si ferma all’Imperial Hotel Genziana, ma si raggiunge subito il campo da gioco.

Le squadre si dispongono in campo, a sinistra l’AGAI- Milano, a destra la SEM-Milano. Nicolai Berzikov non perde tempo e schiera subito la squadra su tre linee. In copertura la squadra C (che sta per Catenaccio), al centro la B (che sta per Barriera avanzata) e a contatto con le linee SEM, l’ultima linea, la A (che sta per Avanguardia Avanzata Ah pero!). La linea A, spronata da Ceccov, parte all’attacco e dimostra subito le sue capacità offensive salendo alcune vie senza l’utilizzo delle piccozze. Anche le seconde linee, seguite da Daniele Bernascicoh, tengono bene e danno molto contributo alla fase offensiva. Il CT Nicolai Berzikov, a bordo campo, con volto imperscrutabile, segue l’andamento favorevole dell’incontro. Il primo tempo si chiude con AGAI-Milano in rassicurante vantaggio e il secondo tempo, con la tranquillità del risultato, permette alla squadra di provare alcuni schemi e di essere filmati dallo stesso CT.

Il sole è ormai al tramonto, e la temperatura torna ad essere molto rigida. La partita è finita con il successo dell’AGAI-Milano ma anche la SEM-Milano ha fatto vedere un cascatismo di un certo livello. La prima linea A è già a bordo campo a spogliarsi quando, dall’alto della Curva Sud i soliti ultrà pensano bene di scagliare in campo una serie di oggetti sradicati dal vertice di una colata ghiacciata. La gragnuola di proiettili dalle diverse dimensioni investe in pieno le linee B e C. La nostra compagna Beatrice rimane contusa nella parte destra del corpo, ma il frigorifero più grosso colpisce in pieno sul casco il nostro compagno Luigi che, crollando sullo scivolo ghiacciato ai piedi del muro di gara, perde momentaneamente i sensi. Immediati i soccorsi dei nostri CT e anche, con encomiabile spirito di sportività e solidarietà, dei CT della SEM-Milano. Luigi fortunatamente riprende conoscenza e bisbiglia delle parole sicuramente di maggior senso rispetto a quelle dette dal capitano della Lazio ad esultanza dopo la vittoria nel derby capitolino.

Si attivano i soccorsi fuori dallo stadio e l’efficienza elvetica non tarda ad arrivare. Problemi di comprensione linguistica vengono fortunatamente risolti dall’unico nostro compagno di squadra straniero Lutz. Contenti del risultato, ma tristi per gli incidenti di fine partita, la squadra torna all’Imperial Hotel Genziana. Dopo lauta cena, e verificate le non complicazioni per la salute di Luigi, il nostro CT ci chiama a ritiro per il tradizionale ”Processo di Berzikov”. La moviola in campo non perdona: qualche tallone troppo alto, non sempre la ”terza gamba” maschile in asse con la piccozza di bloccaggio, e sopratutto, a conferma della spilorceria degli arrampicatori, sempre il ”braccetto corto” in fase di piccozzaggio. Si dorme! La domenica, giornata di ritiro tecnico, ci attende con lezioni di tecnica ed esercizi sulla verticalità.

Dopo un po’ di girovagare tra i campi minati dell’Esercito Svizzero e una lunga contrattazione con un alto esponente dello stesso che aveva scambiato le tracce dei ramponi con quelle dei cingolati dei carri armati nemici, ci accingiamo al muro iniziale di Civa’s regal. Ceccov, con un primo gruppetto, rimane negli spogliatoi con perfetto climatizzatore funzionante a -13°C ad illustrare tecniche di assicurazione mentre Nicolai Berzikov attrezza due bei tiri sostenuti di 20m in verticale. Quel che segue è una serie di tentativi di salita, di voli appesi, di continue prove, di triangoli evoluti, spaccate e appoggi. Il nostro CT non si accontenta e svela un segreto per addetti ai lavori: il famigerato Triangolo Super Evoluto!!! Praticamente per salire con questa tecnica è necessario avere tre attrezzi: due piccozze di ultima generazione e un palmare da tenere legato all’imbrago per segnarsi e ricordarsi tutte le varie fasi dell’esercizio. Sicuramente sono avvantaggiati i frequentatori di sale da ballo latino americano, scuole di tip-tap, ecc. Si mormora che questa tecnica sia stata mutuata da alcuni esercizi d’animazione tanto in voga nei villaggi caraibici…ma quanto dice il nostro ”grande padre” non si discute e si prova ad eseguire.

La giornata volge al termine, ci si rifocilla ampiamente, si aspetta Luigi per un abbraccio di saluto e si torna a Milano. Per chi scrive però la giornata non è ancora finita… Fare avances alla cascata, pur di riuscire a salire il tiro, a volte è pericoloso e così ai miei bacini ha risposto con un missile perforante sul mio labbro superiore. Al Pronto Soccorso, dopo aver visionato il catalogo ”labbra famose, e scartato il modello Lecciso, Marini e Parietti opto per un più discreto e impegnato Lilli Gruber. Il punto di sutura in questa posizione è molto molto doloroso perchè non si può anestetizzare, ma penso: ”se Rambo si è cucito uno sbrego di venti centimetri con un amo da pesca di tonni e un filo da 11mm senza minimamente cambiare espressione del viso (fortuna di Silvester Stallone) cosa sarà mai un punticino al labbro!” Stringo i denti ed è fatto! Alle 22.00 esco dal Pronto Soccorso e subito la lacrima sgorgata si ghiaccia sullo zigomo. Il messaggio è chiaro… presto bisogna tornare alle lacrime ghiacciate della Val di Cogne!!!

Paolo