Corso di alpinismo: relazione semiseria

11/8 Puntuali tutti si presentano per vivere insieme questa nuova ed itinerante avventura in quel di Chamonix, al cospetto di sua maestà…le Mont Blanc!! Ci siamo e caricate le 2 auto come muli si parte. Dai primi dialoghi si percepisce in ognuno di noi un modo diversi di vivere la montagna ed insieme formiamo un bel gruppo…almeno così sembra. Con Giulio al volante (e le sue gambe ancora sane) io, Alessandra e la ”guide de haute montagne”(Nicolò) cominciamo il nostro viaggio che vola via liscio e senza intoppi. Silvio, Donatella, Filippo e spider Dani (seconda guide de montagne) ci seguono. All’arrivo Chamonix ci accoglie con una caldazza incredibile, ma che panorama. Mancano ancora Willy e Roby ma sono in arrivo.

Ci sistemiamo in Gite e subito prima lezione. Controllo dei ramponi, delle piccozze e inizio delle manovre di corda sul prato. Prove per legarsi sul ghiacciaio, cordata da due e da tre, otto copiato, bulino, anelli, nodi a palla… insomma comincia così il primo tormentone di questa meravigliosa vacanza… ”velocità nelle manovre ragazzi” ripete Nico e mentre Donatella dimostra subito la sua destrezza legandosi perfettamente in nanosecondi, il sottoscritto sta ancora cercando di districare quella che sarà poi soprannominata l’anaconda!! Prima cena… e secondo fantastico tormentone… lui… ”le budin” (scritto come si pronuncia, chiaro!). Ci viene servito subito dopo una gustosa sbobba a base di carote, per quanto mi riguarda è la cosa più buona che ho mangiato in una settimana. Termina così questa prima giornata di corso… e la notte vedo nodi ovunque!!

12/8 Sveglia, colazione abbondante e trasferimento sulla Mer de Glace con il trenino. Giornata splendida.Ci dividiamo in due gruppi e facciamo lezione sull’uso dei ramponi e della piccozza su ghiaccio in un ambiente affascinante, contornato da cime che brillano al sole. Il gruppo si amalgama sempre di più e ci divertiamo senza faticare troppo. Scendiamo a Chamonix in tardo pomeriggio, doccia. A questo punto Giulio (quello che doveva essere il mio compagno di cordata nella salita finale) si accorge, togliendo gli scarponi, che i suoi polpacci sono circondati da una bolla in stile salsiccia arrotolata… le vesciche il secondo giorno, cerchiamo di aiutarlo con una cura a base di compeed a tappeto, ma il risultato non sarà dei migliori, purtroppo. A guardarlo mi viene da piangere, ma il nostro Giulio è uno stoico e non fa una piega. A cena spero ancora di vedere lui.. le budin… ma nulla, il vuoto!!

13/8 Lait, thee, chocolat?? Comincia così la nostra giornata… con questa fantastica cantilena di primo mattino che subito ci mette di buon umore! Altra bellissima giornata di sole, questa volta andiamo in falesia al Les Gaillands. Facciamo lezioni su roccia, sull’arrampicata con i ramponi e sulla progressione in conserva corta su terreno facile. Mi rendo conto, ascoltando le lezioni delle guide, di quante cose ci siano da apprendere e da conoscere per muoversi in sicurezza. Si sta rivelando un’esperienza importante e carica di significati e il bello deve ancora venire. A cena io e il mio socio decidiamo di portare 2 splendide bottiglie di vino che vengono subito apprezzate dal gruppo e dalle nostre guide, che certo non si fanno troppo pregare… vero Nico??

14/8 Levataccia… ci attende il Tacul, ma oggi nel giorno della nostra prima salita il cielo presenta delle velature già dal primo mattino, brutto segno! Giulio, nonostante le piaghe, calza gli scarponi senza battere ciglio e sale con noi… grande. Il resto del gruppo sta bene a parte che per un po’ di apprensione per quello che ci aspetta. Arrivati all’Aiguille du Midì il cielo è già grigio… velocità, velocità ecco la parola d’ordine… velocità nel gestire la corda e nel sistemarsi, ha ragione la nostra guide, ma la cosa non è proprio immediata. Sistemate le cordate si parte percorrendo una piccola parte della Midì-Plan che presenta già crepacci molto aperti. Senza grossi problemi scendiamo la crestina per cominciare poi la vera salita. Si sente subito lo sbalzo altimetrico improvviso e il fiato corto rallenta la progressione. I più allenati prendono subito il largo, io proseguo con Alessandra che nonostante la fatica non molla, il ragno di Lecco con Silvio e Filippo ci segue a ruota in questo dedalo di crepacci e dopo aver superato diversi saltini piuttosto ripidi arriviamo al punto critico in cui il gruppo si ricompatta. Un seracco verticale di circa 10 metri di altezza attrezzato con una pseudo scala di corda appesa dall’alto in un diedro ghiacciato nel quale in teoria bisognerebbe piantare i ramponi. Facile a dirsi!! Alcuni riescono a salire nonostante la fatica, altri no… giriamo i tacchi dei crampon e rientriamo al Ref. Cosmiques. Nel frattempo le condizioni meteo sono notevolmente peggiorate, le nuvole ormai basse avvolgono la nostra cima. Poco dopo il resto del gruppo che aveva superato il seracco ci raggiunge… nevicava e la visibilità era bassissima, meglio non fare cazzate. Così belli belli ci ritroviamo tutti intorno al tavolo e il pomeriggio scivola via ascoltando i racconti di spider Dani sulla sua esperienza in Patagonia, dove anche lui con la sua calma serafica è riuscito a perdere la pazienza. Grandi ghignate a cena con le nostre ”guides de montagne” … e le buden?? Nenache al Cosmiques? Ma non ci posso credere… carne con le prugne?? Ma che cazzo mangiano sti storditi?? ROBB DE MATT!! Note: non potrò mai dimenticare la faccia di Giulio appeso alla scala e quella di Filippo che mi ha fatto morir dal ridere. Complimenti a Willy e Donatella che nonostante lo sforzo fisico richiesto riescono a superare brillantemente la scala nel vuoto.

15/8 Ferragosto!!… NEVICA… ma dove siamo in una favola?? Dopo una notte appassionata tutti insieme in un camerone da 10, mi alzo verso le 6.00 e mi accorgo che fuori nevica e ha nevicato tutta la notte, le nuvole avvolgono il rifugio e allora? Aspettiamo le decisioni delle guides de montagne che dopo aver atteso un paio d’ore cazzeggiando quà e la decidono saggiamente di rientrare a Chamonix. E la nostra cresta di misto? Nada, nulla, tre giorni di preparazione e poi… purtroppo questa è la montagna, bisogna accettare il suo verdetto! Insomma anche per oggi ghe neint de fa!! Nel pomeriggio torniamo a Les Gaillands, dove comincia il delirio dei paranchi per il recupero da crepaccio… paranco d’aiuto, doppio, triplo… anelli, bulino, otto copiato, barcaiolo e via discorrendo, ricomincia il tormentone! Una cena superba a base di formaggio fuso e un fiume di vino concludono la nostra giornata… ormai ho perso le speranze di rivedere il mio buden ma sono contento il gruppo è caldo e siamo tutti un po’ brilli stasera, gran casino e grandi risate che vengono un po’ placate dall’arrivo di Mario (un’altra guide de montagne)… è lui l’esperienza!! Intasati di formaggio rientriamo in camera e senza commenti ognuno di noi si spegne!

16/8 Giornata di trasferimento. Si riparte per rientrare in Italia, più precisamente in Valsavaranche dove ci attende la salita al rifugio Chabod. Lentamente ci ritroviamo tutti intorno al solito tavolo per una pasta al sugo. Domenica ultimo giorno di corso, Nicolobe e spider Dani hanno previsto per noi la salita alla vetta del Gran PAradiso in autonomia… 4061m. Giulio sale con le scarpe, i suoi polpacci sono sfiniti da una settimana di torture… ma sfogherà la sua incazzatura diventando il trekker più veloce della Valsavara. Inoltre era stato designato come mio compagno di cordata ma niente da fare, va così. Cena e nottata tranquilla, il rifugio è bellissimo.

17/8 Ore 4.00 del mattino… squilla la sveglia del cell., ci siamo comincia la nostra avventura verso il Gran Paradiso. Le cordate sono così composte: io con Silvio, Nicolobe con Alessandra e Filippo, Spider Dani con Donatella, Willy e Roby ci hanno lasciato ieri e sono tornati a casa, Giulio vescica, ci seguirà fino all’attacco del ghiacciaio. Partiamo alle 4.50 e alla luce della frontale risaliamo la morena che ci porterà sul ghiacciaio. In testa Donatella non perde un colpo e dopo circa un’ora siamo all’attacco. Legati e imbragati percorriamo tra enormi buchi tutto il tratto di ghiacciaio che in circa tre ore ci conduce alla schiena d’asino dove finalmente il primo raggio di sole scalda le nostre teste. Tira vento, una sosta per mangiare la nostra amata barretta (vedi capitolo zaino leggero, in realtà mi mangerei anche la carne con le prugne!) e ripartiamo per il tratto, l’ultimo, più impegnativo. Dopo un’ennesima scala, questa volta in ferro, arriviamo alle roccette finali dove finalmente riesco a mettere in pratica le tecniche apprese questa settimana, assicurazione veloce su spuntoni di roccia, mezzo barcaiolo e via dicendo. Dani e Donatella sono i primi a toccare la madonnina posta sulla cima, io e Silvio subito dopo ma con l’ausilio, ahimè, di Daniele che mi aiuta a superare un passaggio per niente farlocco. Il panorama non è granchè, ma sono contento e felice… insomma appagato pienamente per la salita effettuata per nulla banale dallo Chabod. Silvio ha dimostrato tutte le sue grandi doti di camminatore impeccabile e con il suo 47 di piede anche i crepacci più ampi possono essere evitati senza salti. A ruota arriva anche la super cordatona di Nico, Alex e Filippo… tutti in cima! La discesa fila via senza intoppi tra un salto e l’altro, una foto e una bevuta! Al rifugia tutti in festa, foto di rito e ancora tante risate… E Giulio?? Beh, è arrivato all’attacco in pantaloncini, si è fumato un pagliozzo e ha deciso di scendere. chiaramente dopo 7 minuti era già sdraiato a prendere il sole! Termina così la nostra settimana. Pensiero finale… La montagna è una grande passione che avvicina persone diverse e sconosciute, facendole sentire unite e vicine… allontana i pensieri, tempra lo spirito e il corpo… ma soprattutto regala grandi emozioni a colui che è in grado di coglierle. Un grazie sincero a Giulio, Donatella, Alessandra, Filippo, Silvio, Willy e Roby per la loro simpatia e spensieratezza nella speranza un giorno di riuscire ad organizzare qualcosa insieme. Non può mancare un ringraziamento a Nicolò e Daniele, che oltre ad essere veri professionisti, hanno avuto una buona dose di pazienza del rispondere alle inevitabili duemila domande! Un grazie al gestore del Cosmiques per la sua fantastica carne con le prugne… robb de matt!

Silver

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